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L'ossigeno e la pelle

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(articolo apparso sulla rivista del settore estetico Les Nouvelle Estetiques Italia, maggio 2001)

L'ossigeno è importante per la vita, ma quanto? La pelle respira, ma come?
La pelle fa fatica a respirare, ma perché? Una cattiva respirazione cutanea può avere delle conseguenze, ma quali? Questo articolo per saperne di più.

Perché l'ossigeno è importante per gli esseri umani?

In 24 ore si respirano circa 26.000 litri di ossigeno, che è fonte vitale di energia per il rinnovamento cellulare degli esseri umani.

Come fa la pelle a respirare?

Il 7% del consumo di ossigeno avviene attraverso la pelle: il 4% attraverso l'epidermide, e il 3% attraverso il derma. La pelle è un organo che respira:
grazie all'ossigeno captato dall'aria dell'ambiente (apporto esterno)
grazie ai capillari sanguigni, che apportano ossigeno per via cutanea (apporto interno).

La pelle fa fatica a respirare?

L'inquinamento peggiora la qualità dell'aria. L'ossigeno si rarefà. Con l'età, i capillari sanguigni fanno più fatica a garantire l'ossigenazione cutanea. Il fumo riduce il diametro dei capillari, che così veicolano meno ossigeno.

Quali sono le conseguenze di una cattiva respirazione cutanea?

Una pelle asfittica si riconosce da tre tipi di sintomi:
colorito opaco e giallastro dovuto a cattiva circolazione sanguigna.
inestetismi dovuti a insufficienza di ossigeno cutaneo, che non consente più alla pelle di proteggersi dai batteri.
invecchiamento precoce, dovuto al rallentamento del turnover cellulare.

Cos'è l'ossigeno?

L'ossigeno: fonte di vita
L'ossigeno è l'elemento più prezioso della natura. Senza di lui piante, uomini e animali non potrebbero respirare. Insomma, è indispensabile alla vita.
Il corpo umano contiene il 62% di ossigeno. Il metabolismo dell'ossigeno si chiama metabolismo basale, ovvero essenziale. Una persona sana respira circa 26.000 litri di ossigeno in 24 ore. Senza mangiare si può vivere una settimana, senza bere qualche giorno, ma senza respirare non si resiste più di 5 minuti. Senza ossigeno le cellule non possono respirare e quindi muoiono. Anche una piccola carenza di ossigeno può causare danni gravi se non irreparabili.

L'ossigeno in medicina

Molti ospedali usano correntemente l'ossigeno. La tradizionale terapia con ossigeno iperbarico consiste nell'inalare a intermittenza dell'ossigeno puro a una pressione superiore a 1 atmosfera. L'ossigeno iperbarico agisce sia meccanicamente, grazie alla pressione (camera iperbarica) sia fisiologicamente grazie all'ossigeno (inalazione di ossigeno puro al 100%). L'ossigeno riduce del 50% l'edema muscolare post-ischemico. Nei grandi ustionati riduce del 35% il fluido necessario nelle prime 24 ore. L'ossigeno è importantissimo per stimolare la formazione di nuovi capillari e del collagene nei tessuti irradiati. Lo si usa anche per regolarizzare la tensione dei tessuti e migliorare la cicatrizzazione. Le cure di ossigenoterapia si usano per migliorare le condizioni generali dei pazienti, e accelerano la convalescenza favorendo un recupero ottimale. Nel corso del tempo l'ossigeno è stato usato a scopo terapeutico nella chirurgia plastica, i traumi e le ustioni gravi. L'azione cicatrizzante dell'ossigeno è ormai provata. Probabilmente è il miglior cicatrizzante, innocuo ed efficace.

L'ossigeno e la pelle

Gli studi di Lebshorn hanno dimostrato che la pelle (in stato di riposo) ha bisogno di almeno il 7% del consumo totale di ossigeno del corpo: 4% per l'epidermide e 3% per il derma. La pelle respira: come i polmoni è un organo in cui avvengono continui scambi fra ossigeno e anidride carbonica. Alcuni studiosi sfruttano la respirazione cutanea come parametro dermatologico per valutare le condizioni cutanee. Amerbach, Nutrini e Cook hanno mostrato che le carenze di vitamine riducono la respirazione cutanea. Horikoshi, Bain e Carter hanno chiaramente provato che la crescita dei cheratinociti epidermici umani è massima con una pressione di 133 mm/Hg (pressione parziale dell'ossigeno cutaneo), mentre il normale tasso umano non supera i 100 mm/Hg. La pelle viene ossigenata dall'esterno mediante l'ossigeno dell'aria, e dall'interno grazie ai capillari. I capillari sono minuscoli vasi sanguigni (possono essere così piccoli da avere un diametro di soli 5 micron) fondamentali nell'ossigenazione cutanea e nei processi di cicatrizzazione. Il consumo di ossigeno ambientale è stato provato da esperimenti che oggi possono sembrare crudeli: si spalmava sul corpo di un animale (topo o rana) uno strato di pittura atossica ma impermeabile ad acqua e aria. Privati della respirazione cutanea gli animali morivano. L'ossigeno è essenziale per la pelle, tanto più che essa è sensibilissima all'ipossia, cioè la mancanza di ossigeno per cause interne (genetiche, orologio biologico) o esterne (fumo, inquinamento).

RIDUZIONE DEL TASSO DI OSSIGENO CUTANEO = INVECCHIAMENTO PRECOCE

Fattori interni

Il metabolismo cellulare connesso al consumo di ossigeno conduce alla biosintesi di ATP, detto molecola di riserva energetica o "combustibile per la vita". Il consumo di ossigeno è fondamentale per la rigenerazione cellulare, funzione che con l'invecchiamento rallenta. Il tasso di ossigeno cutaneo diminuisce con l'età. La capienza di ossigeno del corpo è massima sino a 15 anni. Adams ha dimostrato che nel ratto la respirazione cutanea si riduce progressivamente con l'età. Botze e successivamente Goldschmiedt hanno confermato lo stesso fenomeno nell'uomo. Stessa cosa con l'ATP, che potrebbe essere usato come marker dell'invecchiamento cellulare. Molti studi hanno dimostrato che la libera diffusione di ossigeno nel plasma diminuisce proporzionalmente all'età, mentre aumenta la percentuale di colesterolo.

L'ereditarietà

Nonostante il miglioramento delle condizioni igieniche, le misurazioni hanno rilevato dei notevoli scarti nelle percentuali di ossigeno cutaneo. L'ipotesi più accreditata è quella dei fattori genetici.

Fattori esterni

L'inquinamento

Oggi l'ossigeno inalato non è sufficiente. Anche se il tasso di ossigeno necessario varia dal 15 al 20%, una persona soffre ipossia (mancanza di ossigeno) quando la percentuale di anidride carbonica supera lo 0,06%. Purtroppo, oggi il rischio è notevole, specie nelle grandi città, dove la percentuale di anidride carbonica varia spesso dallo 0,09% allo 0,14%. Dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che l'ossigeno in quanto agente antibatterico, ci difende dall'accumulo di inquinanti. Quando l'ossigeno diminuisce, aumenta la pericolosità dell'anidride solforica (che induce alterazioni nel metabolismo cellulare), del biossido di azoto (altamente tossico per le cellule), degli idrocarburi (cancerogeni) e delle particelle solide emesse dagli scappamenti dei diesel (riduzione dell'idratazione).

Il Fumo

Una delle principali cause delle carenze ossigeno nella pelle sono le sigarette. La nicotina contenuta nel fumo aspirato fa restringere i capillari, che così apportano meno ossigeno alla pelle. Le conseguenze possono essere gravi: ad esempio notevo ritardi nella cicatrizzazione.
L'elenco dei fattori responsabili di una riduzione della percentuale di ossigeno plasma viene completato da ulteriori studi che dimostrano il legame fra una bassa percentuale di p02 (pressione parziale dell'ossigeno cutaneo) e l'invecchiamento precoce. Insomma, la circolazione e la respirazione cutanea sono vitali per la salute fisilogica della pelle e per tutto l'organismo umano.

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